I nuovi sentieri dell’insolito: Calvario in dialogo con Moscabianca Edizioni
Redazione2026-01-26T09:38:05+01:00Quest’oggi proponiamo un’intervista a Silvia La Posta e Diletta Crudeli, rispettivamente editrice e coordinatrice editoriale di Moscabianca Edizioni. Una delle realtà più interessanti nel panorama dell’editoria indipendente. Tra i generi esplorati da Moscabianca possiamo annoverare la fantascienza, il weird e il new weird, il folk horror, il surreale. Ringraziamo Silvia e Diletta per la disponibilità.
1) Ciao Silvia, ciao Diletta. Grazie per l’opportunità di dialogare con una realtà editoriale interessante come Moscabianca. Vi invito a introdurci nei corridoi della vostra CE.
Ciao a voi e grazie per averci invitato! Moscabianca nasce a Roma nel 2018 e da subito si specializza nel genere del fantastico (un macro-genere in cui facciamo rientrare, tra gli altri, fantascienza, fantasy, weird e new weird, horror…). Nel nostro catalogo trovano spazio opere di narrativa italiana e straniera, in forma di romanzi e racconti, e volumi illustrati dal taglio un po’ particolare – sono infatti tutti ispirati al genere del bestiario o della letteratura ergodica. Ci piace poi particolarmente proporre opere che giocano con i generi creando ibridi interessanti e unici.
2) Nel vostro catalogo trovano spazio testi di diversa peculiarità che spaziano dalla fantascienza al folk. Eppure è possibile rintracciare un legame di fondo che accompagna le storie che raccontate. Volete parlarcene?
A fare da minimo comune denominatore alle storie che pubblichiamo forse è proprio l’elemento weird, lo “strano” e indefinibile, quella componente che non identifica tanto un genere quanto una sensazione, e che per questo è trasversale. Inoltre, nonostante i libri di Moscabianca siano spesso ambientati in mondi molto diversi dal nostro, cerchiamo sempre di fare in modo che raccontino qualcosa di noi e del presente in cui viviamo: non a caso le nostre storie parlano spesso di identità e psiche, di rapporto con l’altro (anche attraverso relazioni non “canoniche”), così come di antimilitarismo, ecologia, antispecismo.
3) Ci sono alcuni titoli (“Lamara” di Federica Leonardi o “Madreselva” del nostro Gerardo, solo per citarne alcuni) tra le cui righe sono rintracciabili i temi che cerchiamo di declinare attraverso la forma-racconto anche su Calvario. Parliamo della religiosità, della terra e del fango, della mitologia e della risposta degli uomini ai misteri della morte e della vita. Vi va di raccontarci in che modo questi temi affiorano in questi testi? Ci sono anche altri titoli che affrontano questi temi?
Sono temi per nulla estranei alla narrativa cosiddetta speculativa, e rientrano in quell’esplorazione del rapporto con l’altro (o altrove) di cui parlavamo prima. Il folk horror è poi un genere che si lega a filo doppio con il mistero dell’esistenza e della fede. Al centro delle opere di Federica Leonardi (“Lamara” come pure “Decluna”) c’è sempre un culto ancestrale legato al territorio e alla sua morfologia – la palude nel primo, la montagna nel secondo –, che affonda le radici nelle piccole comunità locali e respinge ciò che è esterno ed estraneo. Nei libri di Gerardo Spirito (“Il libro nero della fame” e “Madreselva”) abbiamo un’umanità consumata dalla lotta contro le forze naturali e che cerca risposte alla propria impotenza nella fede e nella superstizione. Non sono però gli unici titoli del nostro catalogo che affrontano questi temi: in “Sete” di A.B. Radley, il culto di una creatura aliena chiamata Leviatano, che gli uomini considerano un essere mitologico e inavvicinabile, nasconde in realtà una riflessione sul rapporto con gli animali non umani. In “Nella verde gola delle lupe” di Lucrezia Pei e Ornella Soncini c’è una comunità di donne che vive nei boschi e venera una santa. Una sorta di religione animista è presente anche nei racconti illustrati “Piccolo nome, grande sangue” di Riccardo Meozzi e “Ventisei milioni di anime” di Andrea Cassini.
4) Nella vostra esperienza al timone di Moscabianca avete constatato dei trend ricorrenti oppure individuato una direzione che sta prendendo la letteratura di genere in Italia?
Sì, e ovviamente ci sembra opportuno seguire questi trend, sempre però tenendo fede ai nostri interessi e cercando sempre di portare sullo scaffale i temi che ci stanno a cuore. In generale dopo un lungo periodo in cui sono state le novelle o i racconti a essere protagonisti della letteratura speculativa, ci sembra che attualmente siano di nuovo i romanzi lunghi, anche i veri e propri “mattoni” a essere tornati in auge! Questo per quanto riguarda la forma. Per quello che riguarda i generi e i target fortunatamente la letteratura per ragazzi sta vivendo un rinnovato periodo. Molti autori si dedicano a storie young adult, che noi pubblichiamo nella collana La fine del mondo. Infine sarebbe sciocco ignorare il picco che ha raggiunto l’interesse per i manga, gli anime e il mondo orientale, basta fare un giro in una qualsiasi libreria di catena. In questo caso, da appassionate, è stato per noi un piacere creare la collana Fushigi che esplora proprio i modi in cui alcuni manga e mangaka hanno plasmato il nostro immaginario.
5) Nel vostro catalogo trovano spazio anche pubblicazioni che rimandano visivamente a compendi, tomi e libri illustrati, a volte rimandando in modo netto agli pseudobiblia. Che tipo di mercato è quello degli illustrati e perché attira così tanto?
Come per tutti i titoli che pubblichiamo anche la collana degli illustrati corrisponde a una nostra passione. Per noi la veste grafica è molto importante, insieme alla sperimentazione stessa. Gli albi, i bestiari, i romanzi illustrati, permettono di sondare nuovi modi di raccontare. Probabilmente il loro successo è dovuto anche al modo in cui si ha esperienza di un libro. Trovare il tempo per leggere, ritagliarsi uno spazio durante le nostre giornate ormai iperproduttive, non è semplice. Il formato del bestiario, o dell’albo o del romanzo illustrato, permette una fruizione diversa. Inoltre per la narrativa speculativa il veicolare tramite immagini meraviglie e stranezze è un vero e proprio punto di forza.
6) Veniamo alla fatidica domanda: quali sono i progetti futuri di Moscabianca?
Il 2026 per noi sarà un anno importante, in cui cercheremo di gestire al meglio la nostra programmazione, cercando un solido equilibrio tra albi, saggistica e illustrati. Possiamo intanto rivelare che nei primi mesi dell’anno uscirà un nuovo saggio per la collana Fushigi, dedicato a un vero e proprio Maestro del manga. Non vediamo l’ora di speculare insieme a chi ci legge sulle sue opere eclettiche e memorabili.
La redazione di Calvario coglie l’occasione per fare i complimenti a Moscabianca Edizioni per il radioso lavoro che porta avanti nel panorama editoriale italiano e per ringraziare ancora una volta Silvia e Diletta per la disponibilità e per l’interessante dialogo.