Narrativa

Epaminonda – racconto di Lorenzo Berardi

Permettete che vi ragguagli. Vi trovate nella pigneta di San Giovanni, pertinente alla Provincia Romandiola dello Stato Pontificio e questo è l’Anno Domini millecinquecentodiciotto. Giusto iersera vi ho completato il mio duemilacentonovantunesimo dì. Vidi la luce nell’adiacente città di Ravenna, l’otto marzo di un anno bisestile. Vi chiederete come sia possibile che, in così giovane...

Luce – racconto di Federico Piacentini

Lo sento, vive dentro di lei. Un secondo cuore che batte nel suo corpo. Metà del suo io. Non posso fermarlo, sta per arrivare. È già un corpo. I suoi occhi, le sue orecchie che sentono i miei improperi, le mie bestemmie. Sentono il suo pianto, le mie urla. Sentono il tremito del corpo che...

Lo smemorato di Jolco – racconto di Danilo De Luca

«Chi sono io? Quando sono stato veramente io?».Di fronte lo specchio dell’acqua trovo veramente difficile darmi una risposta, soprattutto dopo quello che è accaduto. «Da dove vengo?».Questa la so. Sono di Jolco, alle pendici del vulcano.«Dove sto andando?».Me lo ripeto da quando ho ripreso il mare. Adesso che siamo rimasti soli l’unico modo per capire...

Ygionica – racconto di Ilaria Matteoni

L’amica scomparve che avevo sei anni, e tenevo di riguardo figurine strambe da incollare sui muri, i fogli e la pelle degli altri – v’erano creature multiformi, talune abbaiavano, talaltre imitavano l’uccello che stira il collo per ingoiare il verme; ne dividevo il malloppo in due risme uguali col retto vòlto in basso, attendendo che...

M. il licantropo – racconto di Mark Bedin

Riedevano l’ombre isomeriche agli oggetti per poscia sguinciare converse al moto delle facelle oltre l’invetriata della gargotta. L’ignito tòcco ligneo folcito dalle pollute palme del volgo; screziate dall’opre febbrili delle donne et degli uomini le fabbrili; bustrofediche et ossedenti. Sul torace M. tenea converso il mento, e trochèo un ritmo scandiva stringato con le falangi...

Una notte a Perturbia – racconto di Maurizio Totaro

La sua bellezza era sfrontata. Come uno schiaffo di bianchi lunari, di foreste e di grotte dalle sculture titaniche. Chi arrivava in quei luoghi scendeva poi a valle per raccontare come sulla rocciosa punta lʼaria fosse mossa da spiriti e presenze soprannaturali. Quella terra talmente difficile da romperti le ossa.Finito il lavoro snervante della mietitura,...

’O munaciello che leggeva solo Nabokov – racconto di Deborah D’Addetta

Munaciello, ombra delle mie notti, fuoco dei miei sogni. Mio fantasma, spirito mio. Mu-na-ciel-lo. Tieni ’nu muorzo ’e cielo nel nome. Mu.Na.Ciel.Lo. M’è scassato ’o cazzo. Nun me faje durmì cchiù. Eri Mu quando mi mettevo a letto e spiavi che pigiamino m’ero messa. Eri Na quando tiravo sulla faccia la coperta – che era...